lunedì 3 agosto 2015

La sorprendete Seul

Seul ci ha sorpreso per la sua grandezza, per la sua architettura, per la sua bellezza e per la sua efficienza, tanto che ci siamo rimasti due giorni in più del previsto. Già all’arrivo con l’autobus da Dounghae abbiamo notato, per chilometri e chilometri, interi quartieri elevarsi al cielo come cattedrali, uno dopo l’altro, così compatti da sembrare un unico blocco di cemento, anche se ogni grattacielo ha un enorme numero stampato sulla parete laterale, così da poterlo distinguere dagli altri. In centro tutto diventa ancora più grande: i palazzi, le strade, le distanze.

Il nostro ostello occupa tre piani di uno di questi colossi, sembra nuovo. Per entrare bisogna togliersi le scarpe e mettere delle pantofole: rimarranno tue per tutto il tempo di permanenza e non saranno confuse con altre perché ogni camera ha un box numerato all’ingresso per riporre scarpe o ciabatte.  La camera ha un’intera parete di vetro e una bella vista su questo strano skyline.

Verso sera facciamo un giro per il nuovo quartiere di Dongdaemun, dove c’è uno strano edificio argentato a forma di astronave. Per un attimo abbiamo veramente pensato di essere in un film del futuro. L’edificio fa parte della riqualificazione di un’area che precedentemente era utilizzata per attività sportive. All’interno ci sono dei giardini completamente ricoperti di fiori di plastica illuminati a led. Il colpo d’occhio è notevole. Continuiamo a girare il quartiere alla ricerca di cibo a prezzi ragionevoli, ma non è facile, la Corea è molto più cara della Russia sotto questo punto di vista, anche i ristorantini più economici chiedono 20 o 30 euro per cenare, una pizza costa 25 euro. Bisogna andare al vicino mercato serale di Gwangjang per trovare prezzi ragionevoli.

Non resta molto dell’antica Seul, la città che era circondata da mura difensive che la proteggevano dall’assalto dei nemici. Le guerre interne e la Seconda Guerra Mondiale hanno quasi completamente distrutto i vecchi palazzi, i templi e le case; quelli rimasti sono notevoli come il palazzo Gyeong-Bokgung, edificato nel 1395 attorniato da un celebre giardino segreto e il palazzo Changgyeonggung dichiarato patrimonio UNESCO.

Seul è una città enorme, una delle venti città più popolose al mondo, con oltre 23 milioni di abitanti considerando l’hinterland. La tecnologia domina la vita dei corani. Tutto è collegato in rete, le telecamere sono ovunque e per i pagamenti viene usata quasi esclusivamente la carta di credito, anche per comprare un gelato. La rete metropolitana, con i suoi 547 km di linee, è la più lunga al mondo e funziona molto bene. Difficile trovare delle critiche ad una città come questa, visto che tutto funziona e le persone sono sempre carine e disponibili.

Seul è anche una città che non dorme mai, i centri commerciali rimangono aperti fino a tarda notte, alcuni chiudono verso l’una, altri alle 4.30 del mattino! Gli uffici informazione per i turisti, presenti in più parti della città, chiudono verso mezzanotte. Poi, al mattino, tutto tace fino a tardi. I prezzi sono alti, anche per noi. Questo potrebbe dare l’idea che tutti i coreani stiano molto bene, ma non è così: a fronte di una grossa classe agiata, c’è anche chi guadagna molto poco. Comunque in Corea l’economia va bene, la disoccupazione è bassissima e non esiste debito pubblico.

Passando da un palazzo storico all’altro visitiamo i vari quartieri della città e alcuni musei, soprattutto di arte modera. Alcuni siti sono gratuiti, altri chiedono due o tre euro per l’ingresso, un prezzo simbolico.  Un museo fatto veramente bene è il Memoriale della Guerra, con video ed effetti speciali che attirano l’attenzione, anche dei più giovani. All’esterno ci sono navi e aerei impiegati durante la Seconda Guerra Mondiale e durante il conflitto con la Corea del Nord.

Anche le strade, come i grattacieli, sono enormi e percorse da grosse automobili sempre pulite, così come sono pulite le strade e i marciapiedi. La loro mania per la pulizia arriva all’estremo agli sportelli dei bus o alle biglietterie dei musei, quando viene chiesto di igienizzarsi le mani con un liquido che viene distribuito, prima di passare loro i soldi del biglietto. 

Seul ci è piaciuta.

Strutture futuriste di piazza Dongdaemun
Palazzo Geunjeongjeon
Fiori "al led" nei giardini di piazza Dongdaemun
Esterni del museo dell'arte moderna di Seul
Muri di luce
Templi sommersi dai grattacieli
Il giardino segreto del palazzo di Changdeokgung
Seul centro
Festeggiamenti di quartiere
Vendita di pesce in uno dei tanti mercati
Bongeunsa Temple (Buddhista)
Bongeunsa: un'oasi di tranquillità
...gnocchi!
Scene al mercato di Gwangjang
Tanti i mercati alimentari
Tetti del quartiere residenziale di Bukcon Hanok
Lo smartphone in primo piano, anche per i giovani coreani
Luci serali al quartiere Dongdaemun
Il memoriale della guerra, nel giardino vecchi mezzi militari
Le antiche porte della città
In molte strade è vietato fumare
I centri commerciali chiudono molto tardi, alcuni anche alle 4.20 del mattino

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