lunedì 17 agosto 2015

I musei dell’isola di Naoshima

Questa è la più famosa delle isole nel Mare Interno giapponese dedicate all’arte ed è anche quella più facilmente raggiungibile da Uno, dove partono i traghetti per le isole. Qui la Benesse Corporation ha iniziato nel lontano 1990 il suo progetto di riqualificazione “spargendo” in giro per le spiagge gallerie e opere d’arte (collocate all'aperto) di livello internazionale, come la scultura a forma di zucca realizzata da Kusuma Yayoi, diventata simbolo dell’isola.

Tutti i siti distano uno dall’altro circa mezz’ora di cammino in mezzo alla natura, oppure si può prendere l’autobus. Noi facciamo un po’ uno e un po’ l’altro, visto che la temperatura è abbastanza alta e siamo stanchi per tutte le corse dei giorni precedenti.

Scesi dal traghetto arriviamo a piedi fino al Museo d’Arte Chichù, di Andò Tadao, a nostro parere la creazione più interessante. L’edificio è già un’opera d’arte, perché formato da una serie suggestiva di spazi sotterranei con pareti in nudo cemento, tutti illuminati da luce naturale. Ci sono solo tre stanze, ma una più sorprendente dell’altra: la prima espone tre opere d’arte di Monet sul tema delle ninfee, la seconda presenta un’istallazione di James Turrel, la stanza di luce, che al primo momento appare come un quadro monocromatico appeso alla parete ma avvicinandosi ci si accorge che si può entrare (riproposta anche alla 54 Biennale d’Arte di Venezia), la terza è un’opera d’arte di Walter De Maria: un’enorme sfera nera che sembra cadere dalle scale. Un museo da non perdere se si vuole capire il livello artistico degli artisti giapponesi.

Il Museo Benesse House è un museo-albergo, sempre di Andò Tadao, che espone diverse opere d’arte di artisti moderni, ma che sorprende soprattutto per la posizione e per il fatto che una parte del complesso è un costoso albergo i cui clienti hanno la possibilità di girare gratuitamente per il museo anche fuori dagli orari di visita.

Infine arriviamo in bus al villaggio di Naoshima, un vecchio villaggio di pescatori in cui alcuni edifici tradizionali sono stati restaurati ed affidati ad artisti contemporanei (Art House Project). Le opere sono sparse a caso e, nell’idea degli artisti, il visitatore deve interagire con  gli abitanti del luogo per scoprire dove sono.

Da non perdere nel villaggio la casa Haisha, simile ad una capanna con una scultura della Statua della Libertà all’interno, così alta da coinvolgere sia il primo che il secondo piano. Particolarmente interessante l’installazione luminosa di James Turrel, nella Minami-dera: si tratta di una casa con un’unica sala, dove lo spettatore siede nella totale oscurità per una decina di minuti prima che i suoi occhi si abituino alla debole luce a il processo artistico si riveli nella sua completezza. L’ultima installazione che abbiamo trovato interessante è la “ristrutturazione” del Santuario Go’o, dovuta all'artista Sugimoto Hiroshi, dove una scala in vetro sale il piccolo tempio a forma di pagoda.

Con la visita all’isola di Naoshima abbiamo completato la triologia di isole dedicate all’arte, tutte molto interessanti e di grande valore. Torniamo soddisfatti verso Okayama, fermandoci a guardare il tramonto nel villaggio di Kurashiki, che conserva un quartiere pieno di edifici storici disseminati lungo un canale orlato di salici.

Oggi è stata una bella giornata di sole, abbastanza rara in questo periodo di piogge.

la "zucca rossa" di Kushuma Yayoi 
Un'altra creazione artistica lungo la spiaggia dell'isola di Naoshima 
L'ingresso del "Chichu Art Museum"
L'enorme sfera nera di Walter De Maria (dentro è vietato fotografare, questa foto è di Artribune) 
Geometrie di cemento del Chichu Art Museum 
La sala con le ninfee di Monet (dentro è vietato fotografare, questa foto è di Artribune)
La famosa scultura a forma di zucca di Kusuma Yayoi 
Due sfere che guardano il mare, sistemate lungo la spiaggia dell'isola
La scala in vetro per salire il Santuario Go'o
La casa Haisha nel villaggio di Naoshima, con dentro la Statua della Libertà
La riproduzione della Statua della Libertà dentro la casa di Hasha
La mappa con le tre isole dedicate all'arte
La terrazza dell'albergo di Benesse House, le cui camere sono ornate da opere d'arte, si affaccia sul mare  


1 commento:

  1. che dire del vostro viaggio e del vostro blog: nulla! solo silenzio, ascolto, incanto.
    Incanto è la parola più giusta,
    l'altra è: grazie! (utilissimi, sempre. come sempre)
    ciao ragazzi!!!
    (difficile non dire nulla!)
    ...e ancora, che meraviglia...
    S.

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