lunedì 10 agosto 2015

Negli inferni di Beppu

Il Giappone è una terra misteriosa, mai banale, piena di sorprese. La città di Beppu, prefettura di Oita, nell’isola di Kyushu, è un inferno incantevole sul quale transitare. Situata tra il Monte Aso e il mare è considerata la Las Vegas del Giappone, anche se questa nomea le deriva più per le attrattive sessuali che per i casinò e il gioco d’azzardo. La città sta cercando di cambiare tendenza e un segnale è la chiusura del museo del sesso avvenuta nel 2011. Malgrado questo la città continua ad essere presa d’assalto dai turisti per i suoi quartieri a luci rosse, per le sue discoteche e i locali aperti fino a tarda notte.

L’attrattiva principale sono però le sue terme. A Beppu esistono due tipi di sorgenti termali: gli Onsen e gli Jigoku. Di onsen la città è tappezzata in ogni suo angolo, ve ne sono quasi 3.000, il 10% di tutti gli onsen del Giappone. Come volume di acqua calda presente nel sottosuolo Beppu è seconda solo a Yellowstone.  Gli onsen fungono da bagno turco e in questa città non sempre c’è la rigorosa separazione tra uomini e donne come succede nelle altre città.

Gli Jigoku sono gli inferni di Beppu, si tratta di 8 spettacolari hot spring attorno ai quali aleggiano densi vapori che ricordano le atmosfere descritte nei gironi danteschi. Costituiscono un’attrattiva turistica da ammirare in tutta la loro bellezza, ma a differenza dei bagni termali, non consentono immersioni al loro interno perché l’acqua può raggiungere temperature molto alte. I giapponesi poi hanno aggiunto del loro creando intorno ad ognuna di queste vasche bollenti un’ambientazione che ricorda i parchi di Disneyland. Le pozze però valgono la visita.

Sei di queste si trovano raggruppate a Kannawa, a nord del centro, e due qualche chilometro più a ovest, nella zona di Myiukizaka. Arrivati in città con il treno delle 7.00 da Beppu, depositiamo i bagagli nell’ostello e raggiungiamo il primo gruppo di vasche. Tra la giornata molto calda e i vapori dell’acqua termale facciamo fatica a spostarci da una hot spring all’altra. Non contenti di questo ci facciamo pure a piedi i 2,5 km che separano quelle di Myiukizaka, sono meno interessanti delle precedenti, forse non valevano la fatica.

Prima di cena vogliamo provare almeno un onsen. Il caldissimo Takegawara Onsen è vicino al nostro ostello e occupa un favoloso edificio di legno costruito in epoca Meiji. E’ più piccolo di quello che abbiamo provato ad Aso, ma l’unica stanza centrale è caratteristica e consunta dal tempo. Quando entro gli altri uomini mi spiegano che prima di immergermi nella vasca devo lavarmi versandomi addosso dell’acqua con un catino… per fortuna è calda.

La sera giriamo per i ristornati cercando qualcosa per cena. Il Giappone ha una grande varietà di cibo e non è nemmeno difficile sceglierlo, perché espongono in vetrina dei modelli in plastica delle pietanze che poi ti serviranno. Non troviamo comunque nulla che ci piace e che abbia prezzi ragionevoli, così compriamo le solite vaschette di sushi preconfezionate al supermercato e le mangiamo nella sala comune della Beppo Gust House, prima di ritirarci nella nostra cameretta di soli 5 mq.

Abbiamo notato che d'estate in Giappone fa buio molto presto, intorno alle 19 di sera. Un’ora prima che in Corea, dove vige lo stesso fuso orario (+7 rispetto all’Italia), ma si trova centinaia di km più a ovest, e quasi due ore prima di Vladivostok, in Russia, che ha un’ora di fuso in più (+8 rispetto all’Italia). In pratica, verso fine luglio il sole a Vladivostok tramonta verso le 20.40, come in Italia, mentre a Tokyo alle 19 è già buio… che sia per questo che la sera le città giapponesi sono deserte, tutti a nanna presto?

Il vapore sotterraneo esce da molti punti della città di Beppu
Umi Jigoku: La sua acqua è celeste ed è circondato da fitta vegetazione e altri stagni dalla tonalità arancione sovrastati da foglie di loto  ampie e resistenti
Yama Jigoku: Offre un paesaggio di montagna, con piccoli stagni e uno zoo da poter visitare.
Oniishibozu Jigoku: Da questo inferno emergono bolle di fango che i locali di Beppu sono soliti paragonare alle teste rasate dei monaci
Ninfee circolari nei giardini delle sorgenti termali 
Shiraike Jigoku: La sua acqua è di un colore molto simile a quello del latte. Intorno si trovano ampi giardini e un acquario.
Chinoike Jigoku: è l’inferno rosso sangue, il più caratteristico e quello che maggiormente riporta alla mente ambientazioni dantesche.
L'isola di Kyushu è attraversata dal Nanatsuboshi, il treno-crociera superlusso con sette stelle.
Nuovi arrivi Autunno-Inverno
Campioni di piatti esposti dai ristoranti..guardandoli ti viene già l'acquolina in bocca



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